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Interinali: importante sentenza sul ricorso agli "atipici"

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Una sentenza destinata ad entrare nei massimari della migliore giurisprudenza italiana, quella emessa nelle scorse ore dal giudice del tribunale di Larino Aldo Aceto su una delicata quanto attuale questione, quella relativa al rapporto di lavoro interinale. Rapporto instauratosi per tramite di alcune agenzie specializzate con il colosso Fiat di contrada Rivolta del re. Pronunciandosi, infatti, sulla richiesta di assunzione di un lavoratore che per anni aveva lavorato sul presupposto dell'azienda di straordinarie ragioni produttive, il giudice Aceto ha accolto le ragioni dei legali del lavoratore, gli avvocati Iacovino e Di Pardo ed ha, pur riconoscendo la validità della somministrazione di lavoro a tempo determinato, ma ha anche precisato che la stessa però è ammessa solo a fronte di ragione di carattere tecnico produttivo mentre quando la somministrazione avviene al di fuori dei limiti e delle condizioni stabilite, il lavoratore può chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze dell’azienda con retrodatazione degli effetti al momento della costituzione del rapporto di lavoro di somministrazione.

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Roma: la dura lotta delle/dei lavoratrici/lavoratori FONSPA

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Sono ormai quasi 2 anni che va avanti la lotta dei Lavoratori del Fonspa (il Credito Fondiario S.p.A.), vittime della decisione dellazionista e proprietario, la banca d'affari americana Morgan Stanley, di vendere la secolare azienda romana sua controllata. Con un tratto di penna a New York, si tenta di far scomparire una banca attiva sul territorio di questa città. Morgan Stanley aveva acquisito il Fonspa da Comit (oggi in Banca Intesa) e Credit (oggi in Unicredit Banca di Roma), due italianissime banche le quali, a loro volta, avevano utilizzato l'azienda romana come una bad bank, vale a dire riversando su di essa i loro clienti insolventi e generando uno stratosferico buco di bilancio. Attirata dalla possibilità di forti utili gestendo, tramite le cartolarizzazioni, i crediti di questi clienti, Morgan Stanley aveva acquisito il Fonspa dopo, ovviamente, aver provveduto a dimezzarne il personale. Attraverso un metodico sfruttamento Morgan Stanley ha progressivamente spogliato il Fonspa del suo patrimonio (vedi su tutti la vendita del palazzo) e delle sue attività, senza effettuare investimenti, assicurandosi in questo modo lauti profitti.

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La lotta degli operai Adelchi di Tricase (Lecce)

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Gli operai del calzaturificio Adelchi di Tricase (Lecce), come gli operai Filanto di Casarano e delle decine di fabbriche salentine, sono vittime dell'arroganza e delle speculazioni padronali che considerano il Salento una terra di conquista ed i lavoratori salentini un limone da spremere e poi buttare. Nonostante l'aumento di commesse, del fatturato e dei profitti, Adelchi e gli altri padroni licenziano gli operai, chiudono le fabbriche nel Salento e le trasferiscono nei paesi del Terzo Mondo dove pagano gli operai con un euro al giorno. Questo avviene con la complicità delle istituzioni locali e nazionali le quali continuano a concedere benefici e finanziamenti in favore di questi speculatori. Questo avviene con la complicità di quei sindacati che hanno dato il consenso ai licenziamenti e cassa integrazione rendendosi complici dello sfruttamento e delle speculazioni. CGIL, CISL e UIL, all'esito della lotta degli operai Adelchi degli ultimi mesi, il 7.10.2009 hanno addirittura firmato con il padrone un accordo che prevede il ritorno in fabbrica di soli 10 lavoratori anziché di tutti gli 806 operai in cassa integrazione e dei 2000 licenziati. Tutto questo è a dir poco scandaloso.

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Thyssen-Krupp ed Ethernit. Il 10 dicembre a Torino con la Rete Nazionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

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In seguito alla drammatica vicenda dei 7 operai e amici morti alla ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007 lo sdegno e la rabbia iniziali si sono via via tramutati in chi è rimasto coinvolto in quella assurda (perché evitabile) e terribile tragedia in due tipi di reazioni: una parte subito o col passare del tempo ha preferito defilarsi senza assumersi alcun impegno civile e morale.... In altri invece ha fatto scaturire una volontà di contrastare questa inaccettabile ingiustizia e ci ha spinto, dopo un’attenta e partecipata riflessione, a costituire un’associazione chiamata Legami d’Acciaio onlus (sito internet legamidacciaio.it) che raccoglie ex lavoratori e familiari delle vittime della TK di Torino, nata per promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica per quanto riguarda il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, tema quanto mai delicato e sempre attuale visto lo stillicidio quotidiano di morti per lavoro e malattie professionali in questo paese, une vera e propria guerra non dichiarata dal capitale contro i lavoratori tanto da assumere il carattere di una vera e propria emergenza sociale per le conseguenze drammatiche che provoca nel tessuto sociale con morti, infortuni gravi, menomazioni fisiche e psichiche permanenti, malattie professionali, esposizioni a sostanze nocive, morti in itinere, generale insicurezza del lavoro, troppo spesso precario e insicuro, che diviene poi insicurezza sociale nella vita quotidiana. Da quel 6 dicembre è iniziato un crescente impegno di partecipazione ma anche di organizzazione e sostegno di eventi incentrati sul tema della sicurezza sul lavoro non perché venga richiesta come una concessione ma perché venga pretesa come sancito dalle leggi in materia di sicurezza e come componente centrale della dignità per ogni lavoratore e lavoratrice in questo Paese e che ogni azienda dovrebbe essere costretta a rispettare.

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Assemblea! numero di Dicembre 2009

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