Il Salento tra i rifiuti

Da circa una settimana, almeno 45 Comuni del Salento sono alle prese con tonnellate di spazzatura e rifiuti, calcolate in almeno 3500, abbandonati lungo le strade o, peggio ancora, “conservati” nelle abitazioni private.

Il problema nasce dalla discarica di Burgesi, a Ugento, per la quale un vertice in Prefettura ha stabilito che debba continuare ad ospitare i rifiuti fino al 31 gennaio. A tal riguardo il sindaco ha dichiarato che se dopo tale data non saranno rispettati gli impegni, “la protesta sarà molto più seria”.

In sostanza, il nocciolo del problema si snoda davanti alla stessa discarica dove un presidio permanente cerca di impedire il conferimento di rifiuti di molti comuni della zona disposto fino al 31/1 da un’ordinanza del Presidente della Regione Puglia nella sua carica di commissario per l’emergenza ambientale.

La situazione non fa che peggiorare giorno dopo giorno, anzi ora dopo ora, anche a Gallipoli dove esiste una preoccupazione anche d’immagine turistica, come ha dichiarato lo stesso sindaco Giuseppe Venneri dopo che alcuni cassonetti sono stati incendiati.

Stessa sorte, e proteste, anche a Tricase, Corigliano d’Otranto, Nardò, dove è stata organizzata una marcia silenziosa di protesta di circa 500 persone, dal Comitato per la Tutela del Paesaggio (Ctp), terminata proprio davanti al cancello della discarica.

A seguito di un lungo vertice svoltosi nella prefettura di Lecce, alla presenza anche dei sindaci del Sud Salento, del Presidente della Provincia, di amministratori regionali e del prefetto stesso, Mario Tafaro, si è stabilita un’intesa che prevede la continuazione della discarica di Burgesi ad incamerare i rifiuti anche dei comuni dell’ambito dell’Alto Lecce 2 fino al 31 gennaio. Successivamente, l’impianto accetterà la spazzatura solo da quelli dell’Alto Lecce 3, in attesa che entrino in funzione (come dovrebbe effettivamente avvenire a giugno) i nuovi impianti, vale a dire un biostabilizzatore e una discarica di servizio-soccorso.

Il grosso problema, oltre allo sgradevole accumulo, è il rinvenimento di rifiuti cancerogeni contenenti amianto per i quali, prima di procedere, è necessaria la bonifica. L’ipotesi del piano trova favorevole il sindaco di Ugento, Eugenio Ozza, uno dei principali fautori della protesta della sua città, che giustifica la grande mobilitazione, pur adoperandosi per mantenere calma e decoro sul territorio.

Dopo parecchi anni (15, indicativamente) di gestione commissariale per l’annoso problema dei rifiuti, e parecchie denunce sulla discarica, la soluzione sembra purtroppo ancora lontana e, come al solito, non mancano i rimpalli di responsabilità politiche: l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio accusa gli esponenti del centrodestra nazionali, e lo stesso sindaco di Ugento di aver “deciso di sequestrare e di tenere in ostaggio 70 comuni del Salento”, scatenando l’immediata reazione di Ozza che replica “ mi meraviglio che l’ordinanza del presidente-commissario sia stata fatta il 30 dicembre senza consultare il sottoscritto e senza fare un sopralluogo ad Ugento”. Anche il Presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, è intervenuto sulla questione ricordando come l’impiantistica degli impianti di Alto Lecce 3 accusi un ritardo di circa 6 mesi. Ha lanciato un personale appello ai salentini, ed in particolar modo agli amministratori comunali, affinchè vogliano collaborare con spirito costruttivo per una gestione condivisa della problematica.

Speriamo che la questione si risolva presto, perché la pazienza dei circa 460mila pugliesi interessati al problema sta raggiungendo il limite, con conseguente continuazione delle proteste e della rabbia di chi, suo malgrado, è costretto a convivere con cassonetti straripanti e rifiuti accatastati per le strade.

Fonte: http://archivio.panorama.it/italia/Salento-tra-i-rifiuti-l-amaro-accordo-su-Ugento-non-placa-gli-animi